User Image F. @heautentimoroumene Shared publicly - 2018-09-22 08:54:35
La freddezza di incastri e di colori pastello mi inganna. Nei cassetti oggetti riposti meticolosamente, sui comodini libri in svedese e lampade di carta di riso. Tutto immacolato, intonso, fintamente perfetto. Quasi mi viene voglia di comprare ogni cosa, non avendo né soldi né una casa da arredare. Mi lascio scappare una battuta sul matrimonio e ne avverto l’irrealtà immediatamente. Le gambe non reggono più la stanchezza e vanno avanti per inerzia, portandomi nel reparto bambini dove, in preda ad un istinto di maternità primordiale, inizio ad accarezzare i fasciatoi in legno e ad agitare sonagli a forma di elefante. Una coppia mi passa accanto: lei si stacca dal braccio di lui e gli indica qualcosa in un altro reparto, lui sbuffa e accelera il passo. Non voglio diventare una frequentatrice di centri commerciali la domenica pomeriggio. Non voglio un uomo che sbuffi se dico che mi piace un quadro che secondo me starebbe bene sulla parete del nostro soggiorno. Non voglio arredare il bagno con appendini colorati e specchi squadrati.

Casa mia, se mai ne avrò una, sarà grande e spaziosa, con mobili in legno di ciliegio e posaceneri sfaccettati per le sigarette che fumerò e che fumeremo. Il mio uomo, se mai ne avrò uno, non farà mai caso al colore delle tende o delle lenzuola, ma saprà cucinare dei piatti deliziosi in una cucina che sarà nostra, che sarà sua, come me mentre cucino per lui. Niente sarà mai al suo posto e perderemo le chiavi ogni giorno.

Le suore hanno arredato le stanze del collegio qui. Trovo la cosa alquanto simpatica e provo ad immaginarmele mentre si aggirano tra gli scaffali con quei vestiti orrendi e quei sandali ai piedi. Scelgono le cose più economiche, immagino. Se no poi Gesù si arrabbia. Che poi, mi chiedo, Gesù comprerebbe all’Ikea? Probabilmente no, mi dici. Gesù non ha bisogno di comprare. Il tuo acume mi fa sorridere.

I gradini di San Petronio non sono mai stati comodi, ma stasera la piazza è più bella. Forse perché ne ho sentito la mancanza.

Chissà se all’Ikea vendono spalliere.

La freddezza di incastri e di colori pastello mi inganna. Nei cassetti oggetti riposti meticolosamente, sui comodini libri in svedese e lampade di carta di riso. Tutto immacolato, intonso, fintamente perfetto. Quasi mi viene voglia di comprare ogni cosa, non avendo né soldi né una casa da arredare. Mi lascio scappare una battuta sul matrimonio e ne avverto l’irrealtà immediatamente. Le gambe non reggono più la stanchezza e vanno avanti per inerzia, portandomi nel reparto bambini dove, in preda ad un istinto di maternità primordiale, inizio ad accarezzare i fasciatoi in legno e ad agitare sonagli a forma di elefante. Una coppia mi passa accanto: lei si stacca dal braccio di lui e gli indica qualcosa in un altro reparto, lui sbuffa e accelera il passo. Non voglio diventare una frequentatrice di centri commerciali la domenica pomeriggio. Non voglio un uomo che sbuffi se dico che mi piace un quadro che secondo me starebbe bene sulla parete del nostro soggiorno. Non voglio arredare il bagno con appendini colorati e specchi squadrati. Casa mia, se mai ne avrò una, sarà grande e spaziosa, con mobili in legno di ciliegio e posaceneri sfaccettati per le sigarette che fumerò e che fumeremo. Il mio uomo, se mai ne avrò uno, non farà mai caso al colore delle tende o delle lenzuola, ma saprà cucinare dei piatti deliziosi in una cucina che sarà nostra, che sarà sua, come me mentre cucino per lui. Niente sarà mai al suo posto e perderemo le chiavi ogni giorno. Le suore hanno arredato le stanze del collegio qui. Trovo la cosa alquanto simpatica e provo ad immaginarmele mentre si aggirano tra gli scaffali con quei vestiti orrendi e quei sandali ai piedi. Scelgono le cose più economiche, immagino. Se no poi Gesù si arrabbia. Che poi, mi chiedo, Gesù comprerebbe all’Ikea? Probabilmente no, mi dici. Gesù non ha bisogno di comprare. Il tuo acume mi fa sorridere. I gradini di San Petronio non sono mai stati comodi, ma stasera la piazza è più bella. Forse perché ne ho sentito la mancanza. Chissà se all’Ikea vendono spalliere.

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